Dattualità la Repubblica

I tavolini rotondi del Bistrot du Centre, all’angolo fra rue de Venise e rue Saint-Martin, offrono la vista perfetta per ammirare, al di là della piazza che degrada dolcemente, i 166 metri di lunghezza della facciata del Centre Georges Pompidou, dal 1977 “il” museo d’arte moderna di Parigi. Sul pavé lucido incede sicura verso di noi Florence Derieux, storica dell’arte 42enne nominata da poco curator-at-large del museo e curator of american art dell’omonima Fondazione. Capelli neri sulle spalle, piccoli orecchini di perle, rossetto rosso fuoco (Chanel, scopriremo) “Madame Pompidou” è la quintessenza della donna francese: «Quasi ai limiti della caricatura», dice ironicamente di sé. Dopo essere stata alle redini del FRAC (Fondo Regionale Arte Contemporanea) Champagne-Ardenne di Reims e come curatrice in altre prestigiose istituzioni culturali francesi (dal Palais de Tokyo di Parigi al Museo Picasso di Antibes), la incontriamo alla vigilia del suo trasferimento a New York, dove si occuperà delle acquisizioni di nuovi artisti americani e delle donazioni per la Fondazione Pompidou.